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Mbappé si scusa con la Cina per la battuta su Mao Zedong, due sponsor cinesi rompono il contratto

La sua battuta su un meme di Mao Zedong gli costa in un giorno due sponsor cinesi e la messa in onda della Liga sulla televisione di Stato. Mbappé ha chiesto scusa in tre lingue.

Mbappé si scusa con la Cina per la battuta su Mao Zedong, due sponsor cinesi rompono il contratto

In un’intervista uscita lunedì, giorno del Pallone d’Oro in cui è finito secondo dietro Harry Kane, Kylian Mbappé ha risposto a una domanda da niente: qual è il meme con la sua faccia che lo ha fatto ridere di più? «Un video con un dittatore cinese», ha risposto, uno che usa «molto con i miei amici quando gioco alla play». Non ha pronunciato il nome di Mao Zedong: il montaggio sovrappone il suo volto a quello del fondatore della Cina popolare. Martedì mattina, il sito cinese Dongqiudi si è rifiutato di tradurre parole giudicate «offensive per la Cina e il popolo cinese», due sponsor avevano rotto il contratto e la televisione di Stato aveva sospeso la Liga.

Dongpeng e Mengniu rompono, la tv di Stato stacca la Liga

Dongpeng, il marchio di bevande che lo aveva messo sotto contratto in aprile, non ha aspettato: «Interrompiamo con effetto immediato ogni collaborazione con Kylian Mbappé», richiamando la sua «politica di tolleranza zero». Mengniu, il gigante dei latticini, ha pubblicato un comunicato quasi identico e sta ritirando la pubblicità. Secondo The Global Times, citata dall’EFE, e il gruppo statale CMG, citato dall’AFP, la televisione pubblica sospende le partite di Liga e ogni contenuto sull’attaccante. La borsa ha seguito: il nuovo sponsor On è sceso di circa il 3,5% in preapertura.

La Liga chiede scusa, il governo cinese prende la parola, Mbappé pure

Il presidente della Liga, Javier Tebas, ha pubblicato un comunicato su X: «Ci rammarichiamo profondamente per le dichiarazioni di Kylian Mbappé, che hanno causato disagio e offesa in Cina», con scuse «a nome della Liga e di tutti i suoi club». Guo Jiakun, portavoce del ministero cinese degli Esteri, ha aggiunto in conferenza stampa: «Ogni parola o ogni atto che ferisca i sentimenti del popolo cinese si scontra naturalmente con il rifiuto comune dell’intera società cinese.»

Mbappé ha reagito prima delle 13, in francese, inglese e cinese: «Quella frase è stata goffa e oggi capisco che ha ferito molte persone in Cina e nella comunità cinese di tutto il mondo. Presento le mie scuse a tutti coloro che le mie parole hanno ferito.» Ha ribadito il suo «profondo rispetto per il popolo cinese e la sua storia». Su Xiaohongshu (un milione di follower) non può pubblicare «per violazione delle regole della comunità».

I media divergono: due contratti rotti (RMC Sport, franceinfo), diversi accordi colpiti altrove, una ripresa a marzo secondo Le Monde, lunedì secondo franceinfo e So Foot. Gli importi restano sconosciuti. Il conto supera il giocatore: la Cina, primo mercato del Real Madrid secondo Le Monde, non vede più la Liga né alcuna pubblicità con Mbappé.