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Clásico: «Il Real Madrid di Mourinho vince trofei», nessun piano speciale per Lamine Yamal
Alla vigilia del Clásico di domenica al Camp Nou, José Mourinho assicura che il Real Madrid di Mourinho vince trofei; a sei punti da un Barcellona imbattuto in Liga, la sua squadra giocherà a modo suo, senza un piano speciale per Lamine Yamal.

Alla vigilia del Clásico di domenica al Camp Nou (21:00), José Mourinho ha sfoggiato sicurezza in conferenza stampa: «Il Real Madrid di Mourinho vince trofei», ha lanciato davanti alla stampa. Il Real è terzo in Liga con 21 punti, a sei da un Barcellona autore di nove vittorie in altrettante giornate; l’Atlético si è infilata tra le due, a quota 22. Le merengues arrivano con quattro successi di fila in tutte le competizioni: Villarreal (1-0), Roma (4-3), Siviglia (4-1) e RB Leipzig (4-1).
Nessuna trappola individuale per Lamine Yamal
Interrogato su Lamine Yamal, Mourinho ha scartato l’idea di una trappola individuale: «È un grande giocatore, e i grandi giocatori si rispettano. Ma il rispetto è una cosa, e cambiare strategia, struttura e dimenticare l’essenza della squadra un’altra. Non lo faremo, né con lui né contro nessun giocatore del suo livello». Lamine Yamal aveva già risposto, su The Guardian: «Adoro la provocazione. L’era Mourinho-Guardiola, mi piaceva tutto questo. È calcio».
Il portoghese ha anche sminuito la sconfitta blaugrana al Parco dei Principi (4-2, Champions League): «Non credo che una sconfitta cambi il suo stato d’animo o la sua fiducia». La guerra delle parole ha avuto il suo episodio Fermín López: il centrocampista catalano trovava «un po’ stancante» il discorso madridista sull’arbitraggio, e Mourinho ha replicato: «Altre cose ci stancano, e continuano a succedere».
Un cantiere di 105 giorni contro una macchina rodata
Mourinho ha invocato il calendario: «Dovevo conoscere i miei. Sono qui solo da 105 giorni». Paragonare la sua squadra a un’altra «che gioca insieme da due o tre anni» gli sembra ingiusto. Nel dettaglio, la AS, ripresa da Foot Mercato, gli attribuisce tre varianti del 4-2-3-1 intorno a Valverde, senza Camavinga. Il Real sarà senza Vinícius Júnior, al primo match di una squalifica di quattro partite rimediata con il rosso contro il Villarreal. Thibaut Courtois ha fissato l’obiettivo: «Bisogna ridurre il distacco, e si può fare solo vincendo. Andiamo lì con fiducia». Dall’altra parte, Hansi Flick fa i conti con gli infortuni in difesa e ha risparmiato Rodri, Pedri e Raphinha contro il PSG pensando a domenica.
Sotto pressione, ma non in pericolo
Mourinho ha già sfoderato tutto il repertorio madridista senza dirigere un solo Clásico di questo secondo ciclo: il «por qué?» dopo il Betis, il foglio sventolato dopo l’Atlético, la conferenza stampa saltata dopo il Villarreal. Secondo Foot Mercato, il suo posto «non è davvero in pericolo», nemmeno in caso di sconfitta al Camp Nou. Resta la barba, cresciuta a ritmo di vittorie, portafortuna rivendicato a metà. Domenica alle 21 passa il suo primo grande esame.