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Cristiano Ronaldo: Jesus e la federazione portoghese aprono la porta a un ritorno

Dopo la vittoria per 2-1 sulla Norvegia, Jorge Jesus e il presidente della federazione Pedro Proença hanno aperto la porta a un ritorno di Cristiano Ronaldo in Nazionale. Il selezionatore si rifiuta però di chiedere scusa.

Cristiano Ronaldo: Jesus e la federazione portoghese aprono la porta a un ritorno

Il Portogallo è la prima qualificata ai quarti di finale di Nations League, dodici punti su dodici, e la conferenza stampa di Jorge Jesus è comunque girata attorno a un solo uomo. Cristiano Ronaldo ha lasciato il ritiro alla vigilia della partita in Danimarca e non ha giocato un minuto a ottobre: né nel 4-2 in Danimarca, né nel 2-1 alla Norvegia.

Jesus apre la porta, senza chiedere scusa

«Se lo desidera e se gioca, farà parte della prossima convocazione, come di questa. Deciderà Cris», ha dichiarato Jorge Jesus dopo la qualificazione, e vede nell’episodio un malinteso facile da risolvere. Nel merito non ha ceduto nulla: «Non devo chiedere scusa a nessuno. L’unica cosa che mi si rimprovera è aver mandato Cristiano a scaldarsi». Il presidente della federazione, Pedro Proença, ha tenuto lo stesso registro su RTP: «Siamo chiaramente davanti a un malinteso che va risolto internamente. Farà sempre parte di questo gruppo finché sarà tecnicamente in grado di farlo».

Una convocazione a novembre, per ora al condizionale

A Bola va oltre tutti: secondo il quotidiano, ripreso da Foot Mercato, Jorge Jesus intende convocare Ronaldo per il raduno di novembre, contro la Danimarca il 14 e poi il Galles il 17, e il giocatore ne sarebbe già stato informato. RMC Sport e So Foot restano al condizionale, e So Foot ritiene «piuttosto improbabile» un ritorno destinato alla panchina. A 41 anni, Ronaldo resta il primatista di presenze e di gol del Portogallo, 234 partite e 146 gol, e non ha annunciato nulla.

La squadra vince, il marchio si preoccupa

Sul campo l’assenza non è costata nulla: tre vittorie in tre partite senza di lui, il primo posto del girone e la numero 7 riassegnata a Rafael Leão. Fuori, il conto è un altro. «Da un giorno all’altro il marchio Portogallo perde uno dei suoi asset», riassume Carlos Coelho, specialista di immagine di marca intervistato da Record, che parla di «un’enorme perdita di valore» per la federazione. Le ricerche Google su «Portogallo CR7» sono esplose del 467 % in ventiquattro ore; le vendite di maglie, del 185 % secondo JD Sports.

Ronaldo, da parte sua, ha riacceso la polemica a modo suo: ha messo «like» a un estratto del programma brasiliano SporTV in cui l’ex centrocampista Felipe Melo lo difende («Nessuno laggiù arriva alle sue caviglie») e vede una «differenza grottesca» tra il trattamento che gli riservano i compagni portoghesi e quello che gli argentini riservano a Messi.

Il Portogallo non torna in campo prima del raduno di novembre. La porta è aperta dal selezionatore come dal presidente; la decisione spetta a Cris.