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Marsiglia: Neal Maupay racconta la messa da parte di De Zerbi e risponde al «figlio dell’allenatore»
Messo da parte per gran parte della scorsa stagione da Roberto De Zerbi e poi girato in prestito al Siviglia, Neal Maupay racconta a RMC Sport un anno ai margini, che dice «superato», mentre è rientrato nell’undici di un Marsiglia al 17° posto in Ligue 1.

«Quando vieni all’allenamento e le tue cose sono in un prefabbricato in fondo al centro sportivo, quando sei da solo a fare i giri del campo e non hai accesso allo spogliatoio, inevitabilmente ne soffri. Sarebbe mentire dire il contrario.» In un’intervista a RMC Sport, Neal Maupay racconta la scorsa stagione al Marsiglia: una messa da parte decisa dai dirigenti e da Roberto De Zerbi, mesi ad allenarsi da solo, poi il prestito al Siviglia per la seconda parte dell’annata.
Il «figlio dell’allenatore» risponde
Una frase è sopravvissuta all’episodio: secondo RMC Sport, De Zerbi aveva definito il suo attaccante «figlio dell’allenatore» nel momento più duro. La replica: «In ogni caso, io i miei figli non li tratto così. Poi ognuno ha il suo modo, i suoi metodi di educazione.» Maupay non ci passerà l’inverno: «Non voglio restare su questo, devo andare avanti.» De Zerbi ha lasciato Marsiglia a stagione in corso ed è riapparso al Tottenham, al fondo della classifica di Premier League.
Dal prefabbricato all’undici di Genesio
Tornato dal Siviglia quest’estate, il trentenne ex del Nizza, passato da Brentford, Brighton ed Everton prima di firmare a Marsiglia nel 2024, ricopre ora un altro ruolo: quello di una voce che conta in uno spogliatoio giovane. Bruno Genesio lo ha schierato dal primo minuto nelle ultime due gare prima della sosta, al Besiktas (sconfitta 4-1) e poi contro il Paris Saint-Germain (sconfitta 2-1), e l’infortunio di Amine Gouiri dovrebbe aprirgli altri minuti.
Il Marsiglia ha altre urgenze: una vittoria, quattro sconfitte, il 17° posto del campionato e la trasferta di domenica sera a Troyes (20:45), che chiuderà la sesta giornata contro una squadra piazzata un gradino sopra. Il bilancio personale dell’attaccante resta magro: quattro presenze, 114 minuti, nessun gol in Ligue 1. La voce conta nello spogliatoio; il gol aspetta ancora.