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«Non ho chiamato nazista nessuno»: Tebas assume la comparazione con Goebbels
Javier Tebas non ritira la comparazione tra la comunicazione del Real Madrid e i metodi di Goebbels: «Non ho chiamato nazista nessuno». Il club continua a chiedere le dimissioni, a quattro giorni dal Clásico.

«Non ho chiamato nazista nessuno, naturalmente. Parlavo di una strategia di comunicazione. Non vedo perché si debba chiedermi conto di questo», ha dichiarato Javier Tebas a L’Équipe in un’intervista concessa a Montecarlo, ai margini del Sportel, ripresa mercoledì da RMC Sport e So Foot. Il presidente della LaLiga non torna su una parola della sua uscita di venerdì.
Venerdì, sui suoi social, scriveva: «La direzione del Real Madrid orchestra una vera macchina di comunicazione, e Real Madrid TV conduce la danza». Poi: «Questo metodo ricorda i meccanismi di propaganda sfruttati da Goebbels, ministro della Propaganda della Germania nazista: ripetizione sistematica, costruzione di un nemico e subordinazione dei fatti al racconto». Precisava già che il confronto riguardava «queste tecniche di propaganda, e non un’ideologia». Secondo So Foot, assicura di aver soltanto fatto ciò che altri hanno fatto prima di lui, fino a Josep Borrell parlando della comunicazione di Putin.
Il Real Madrid continua a chiedere le dimissioni
Per il club la comparazione è «assolutamente intollerabile e gravissima», le sue «dimissioni immediate» sono state richieste, e la precisazione di Tebas «non attenua in alcun modo la natura profondamente offensiva, moralmente ripugnante e indegna dell’istituzione delle sue parole». Al Bernabéu, contro il Siviglia, uno striscione recitava «Non è calcio, sono Tebas e Negreira», e i cori hanno chiesto le sue dimissioni. Tebas risponde segnalando una «irresponsabilità flagrante» del Real Madrid.
Il calendario, l’unico terreno che tocca lo scommettitore
L’uscita di venerdì seguiva due fatti: l’espulsione di Vinicius contro il Villarreal, sanzionata con quattro partite, e l’orario di Real Madrid-Valencia, in programma il 7 novembre a meno di 72 ore dalla trasferta di Atene in Champions League. Meno di 72 ore tra due partite sono una rosa girata e titolari preservati: l’unico punto dove questa guerra tocca una scommessa.
Su un’eventuale sanzione in Spagna, Tebas dice di non saperne nulla: «Non lo so… Mi sembrerebbe inaudito. Ci sarebbero allora cittadini di prima e di seconda zona?». Il seguito si legge comunque nel calendario: Lipsia stasera al Bernabéu per la terza giornata di Champions League, poi il Clásico domenica al Camp Nou.